INL: registrazione sul LUL dell’orario di lavoro straordinario nell’autotrasporto


Si forniscono precisazioni sulle modalità di registrazione sul LUL dell’orario di lavoro straordinario nell’ambito dell’autotrasporto, qualora siano intervenuti accordi sindacali di forfettizzazione.


Come già precisato dal Ministero del lavoro, nell’ambito nel rapporto di lavoro del personale mobile e della possibile multiperiodalità del relativo orario di lavoro, le registrazioni sul LUL possono avvenire in maniera maggiormente flessibile rispetto a quanto prescritto in via generale, consentendone la scritturazione in un momento successivo rispetto al mese di competenza. In particolare, è consentito l’inserimento sul LUL delle ore effettivamente lavorate entro quattro mesi dallo svolgimento delle stesse, congiuntamente agli elementi variabili della retribuzione.
In caso di forfettizzazione dello straordinario, la possibilità di indicare giornalmente la presenza del lavoratore mediante l’inserimento della lettera “P” sul LUL, non può considerarsi esaustiva in riferimento agli obblighi di scritturazione ed è in effetti ammessa non in via definitiva ma solo “nelle more della registrazione dell’orario di lavoro effettivo” – che deve dunque intervenire entro e non oltre il suddetto termine quadrimestrale – conservando in ogni caso la documentazione probante l’orario di lavoro (dischi cronotachigrafici analogici e dati scaricati dalle carte tachigrafiche digitali).
In considerazione dell’obbligo di aggiornamento quadrimestrale del LUL per le imprese di autotrasporto che applicano un orario di lavoro multiperiodale, con circolare n. 1/2017 l’Ispettorato prosegue chiarendo che, “l’obbligo di conservazione dei dischi cronotachigrafici rispetto all’obbligo di registrazione dei dati sul LUL è di massimo 4 mesi”. Tale passaggio conferma quindi l’obbligo delle scritturazioni analitiche a LUL allo scadere dell’intervallo multiperiodale di quattro mesi.
Dette registrazioni sono volte a consentire il controllo successivo degli organi di vigilanza sul rispetto delle norme in materia di orario di lavoro e a verificare la coerente e corretta registrazione dei tempi di guida e riposo ricavabili dai dati dell’apparecchio cronotachigrafico.
Non potrebbero, invece, evitarsi gli effetti del disallineamento tra i termini di conservazione dei fogli di registrazione dei cronotachigrafi (1 anno) e quelli per le scritturazioni del LUL (5 anni), tali da impedire l’automatica traduzione della lettera “P” in ore di prestazione lavorativa. Una volta trascorso il periodo di 12 mesi stabilito per la conservazione dei dati tachigrafici, le prestazioni rese in carenza di analitica scritturazione non sarebbero, infatti, più tracciabili in alcun modo, con definitivo pregiudizio non solo delle istanze ispettive ma anche del diritto dei lavoratori a conoscere l’esatta determinazione dei diritti collegati con la prestazione lavorativa.
In conclusione, l’eventuale forfettizzazione delle trasferte e degli straordinari operata da accordi sindacali aziendali sulla scorta del nuovo CCNL, pur avendo riflessi di tipo retributivo, non modifica l’obbligo di registrazione puntuale delle prestazioni orarie dei conducenti.